Tradotto da Amy Bernardi | Sarà trascorso un mese, ormai, da quando è accaduto. Una mia amica quando esce dall’ufficio dopo il lavoro, mangia sempre nello stesso posto e, se tutto va bene, alla stessa ora. Ma quel giorno era in ritardo. E anche parecchio.

Nonostante ciò, tentò lo stesso e si affacciò per vedere se il bar era ancora aperto. Che sfortuna: stavano sistemando. Tutto era pulito e lavato. Le sedie impilate. La cucina completamente spenta. Tuttavia, una delle signore di servizio, nel riconoscerla, le aprì la porta senza pensarci due volte. La mia amica si precipitò a darle un qualche tipo di spiegazione: “Mi perdoni, ma oggi ho fatto tardissimo e…”. La scusa incipiente della mia amica fu scavalcata dalla risposta della dipendente: “Non si preoccupi, noi siamo sempre qui”.

Nessuna lamentela, nessun vittimismo né tracce di rammarico o di fastidio. Professionalità. E, come se la giornata non fosse ancora cominciata, le servirono il miglior menù di sempre.
Disponibilità incondizionata. Non so se dalle vostre parti si parla di questa attitudine come valore professionale. Ancora una volta, la si ritrova in alcuni settori professionali, e precisamente nei lavori a diretto contatto con il pubblico.

Non conosco le teorie riguardo a competenze professionali, attitudini, punti di forza e di debolezza. Tuttavia, conosco le persone con cui lavoro nell’ambito professionale dell’ambiente domestico e noto con ammirazione che poche volte deludono. La tecnica, le conoscenze, il saper fare sono importanti. A volte ci sembrano persino decisivi. Ma io sono sempre più convinta che non sia così.

Mi interessa e mi rende felice vedere la gente servita bene. E’ un altro dei fattori che sto scoprendo in questo lavoro: che si può contare sulle persone. Il servire è ciò che più completa il curriculum di una persona. Le garantisce un futuro professionale. E poi, promuovere l’interesse verso il servizio è il miglior master che si possa fare nella vita, indipendentemente dal tipo e dal luogo di lavoro.

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Showing 7 comments
  • beatrizmercedes
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    Desde luego que estáis haciendo una labor revolucionaria sobre los trabajos del hogar. Siempre digo que cuando esta labor la hacen los miembros de la familia para consolidar ese nuevo ser que nace con el matrimonio, es más que profesional. Es trabajo familiar sin más título. En cambio cuando una misma lo realiza en otra familia sí puede llamarse profesional. Esto tiene tela que cortar, pero a ver si vosotros que lo hacéis tan bien, tenéis la tijera intelectual afilada y el corazón pleno de misericordia. BBP

  • Cristina
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    Millones de gracias!!! Las Extrañé un montón!!!

  • maria del mar
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    Totalmente de acuerdo!

  • Nieves
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    Excelente! Y me planteo lo mismo que Beatriz Mercedes, el trabajo del hogar en otra familia, distinta de la de uno: eso es profesión que puede ser elegida, ¿o no? Yo pienso que si, pero hace falta pensar bien este asunto…

  • ÁlvaroLP
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    Muy bueno, Me quedo con la última frase!!!

  • Maria
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    Me encantó

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